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Contratti per le transazioni commerciali: regole troppo rigide per il settore dell'ortofrutta

Fedagro Mercati Confcommercio ha attivato una serie di iniziative per risolvere all’origine i problemi che l’obbligo di contrattualizzare ogni transazione commerciale previsto dall’art. 62 del D.L. 1/12 sta creando nel comparto dell’ingrosso ortofrutticolo e in particolare nei centri agroalimentari e nei mercati.
Nei giorni scorsi l’ufficio di presidenza dell’organizzazione che rappresenta gli operatori dei mercati si è incontrato con Riccardo Deserti, capo della segreteria tecnica del Ministero delle politiche agricole: nell’occasione il presidente Ottavio Guala (nella foto), che era accompagnato dai vicepresidenti Valentino Di Pisa, Piero Galasso, Gianni Ratto e Enzo Addessi, ha evidenziato come la rigidità introdotta dalla normativa si scontri con la velocità che necessariamente caratterizza le transazioni di una categoria di prodotti fra i più deperibili in assoluto.
Si tratta di un comparto in cui numerose sono le variabili in gioco: la velocità delle trattative, i fattori meterologici, le rese delle produzioni, la qualità specifica della merce, la stagionalità della domanda e molti altri elementi inevitabili e imponderabili rendono di difficile – per non dire impossibile – applicazione l’obbligo di stilare in anticipo un contratto scritto e dettagliato come previsto dalla nuova legge.
A ciò si aggiungono le caratteristiche specifiche delle transazioni che avvengono nei centri agroalimentari e negli ortomercati all’ingrosso, con l’applicazione di forme contrattuali quali il conto commissione, gli acquisti con prezzo da determinare, con prezzo chiuso, la tentata vendita.
Verso gli acquirenti i rapporti sono caratterizzati da un livello di occasionalità e frammentazione molto elevato, tanto che un’azienda di medie dimensioni può arrivare ad emettere dalle 15mila alle 20mila fatture all’anno. A ciò si aggiungano i rapporti con i clienti esteri, che stanno crescendo soprattutto nelle strutture situate nelle regioni di confine: ben difficilmente questi potrebbero accettare vincoli alla definizione dei contratti che non siano quelli derivanti dalla libera contrattazione e dal mercato.
Vanno perciò distinte, ha spiegato Fedagro, le transazioni ad esaurimento immediato da quelle continuative: per ciascuna tipologia va individuata la forma contrattuale più adatta, senza che il perseguimento del rigore e della trasparenza si tramuti in un vincolo soffocante per quelle stesse attività economiche che si cerca di rilanciare nell’interesse del Paese.
“L’obbligo di stilare in anticipo un contratto scritto e dettagliato come previsto dalla nuova legge – conferma Giambattista Ratto, vice presidente nazionale di Fedagro - è praticamente impossibile nel nostro settore per le caratteristiche specifiche che contraddistinguono le contrattazioni. L’incontro al Ministero è stato senza dubbio importante e confermiamo il nostro sostegno all’azione di risanamento e rigorosità. Ma resta il fatto che, soprattutto in un periodo difficile per l’economia e gli operatori, è necessario non inserire elementi di rigidità che potrebbero avere conseguenze molto negative sulle aziende”.
Deserti ha replicato che il Mipaf assicura la propria piena disponibilità a considerare e discutere tutte le istanze provenienti dal territorio: ovviamente nella salvaguardia dello spirito della legge, ogni possibile collaborazione per migliorarne l’effettiva applicazione a vantaggio dell’economia nazionale sarà la benvenuta. Questo anche su un piano interministeriale: Fedagro ha infatti riferito a Deserti tutte le altre iniziative che nelle settimane scorse ha intrapreso, insieme e con l’appoggio di Confcommercio, presso i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico riguardo ai problemi legati al limite nell’utilizzo dei contanti nei pagamenti.
Riguardo in particolare al Ministero retto da Mario Monti, lo stesso Deserti ha dato fattive indicazioni su come ottimizzare il coordinamento. “Un incontro positivo -  ha commentato Ottavio Guala all’uscita dalla sede di via XX Settembre - che ci ha dato la sensazione di un Ministero attento alle reali esigenze dell’economia non meno che alle necessità sacrosante di rigore e trasparenza. Dal canto nostro, continuiamo a lavorare su tutti i fronti per far sì che il lavoro degli operatori in tutti i mercati non sia imbrigliato con le conseguenti ripercussioni negative sull’intera filiera, consumatori compresi”.
 
Servizio tratto da Corriere Ortofrutticolo
Integrazioni a cura di Ottavio Traverso
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