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Bioplastiche e ortofrutta. Franciolini " L'occasione giusta per far decollare la Zes in Valpolcevera"

Il Mercato  di Genova non si accontenta di essere un punto di eccellenza di compravendita dell'ortofrutta e mira sempre di più a diventare un polo di innovazione nella logistica dei prodotti a temperatura controllata. Inoltre guarda con interesse al piano di Zona economica speciale.
Lo racconta l'Avvisatore Marittimo in un articolo dove intervista il presidente di SGM, Stefano Franciolini. 
L'ultimo  progetto di punta del Mercato di Genova, portato avanti in collaborazione con l'Istituto italiano di tecnologia (Iit) e con Ascom, è la produzione di bioplastica per l'imballaggio, che potrebbe essere prodotta con scarti organici della filiera del freddo in uno stabilimento proprio all'interno della futura Zes. 
. «Il mercato di Genova - spiega Stefano Franciolini - è più piccolo di altre italiane, ma ha maggiori potenzialità logistiche, grazie alla vicinanza con porto, ferrovia e aeroporto. Abbiamo già avviato il servizio di pesatura dei container e ridisegnato con una società di Milano i flussi di ingresso e uscita della merce. Vogliamo dare altri servizi logistici e ci siamo imbattuti nella questione dei rifiuti. Qualche mese fa abbiamo incontrato l'Iit, che ha un brevetto per la trasformazione degli scarti in bioplastica. Abbiamo immaginato un percorso circolare, per cui la frutta e la verdura producono rifiuti che vengono utilizzati per gli imballaggi che a loro volta possono essere utilizzati per frutta e verdura. In questo modo otteniamo uno doppio risultato: riduciamo gli sprechi alimentari e abbattiamo la produzione di rifiuti, sia umidi, che sono difficili da trattare, sia di plastica, perché ne viene contenuto l'utilizzo». Adesso si cerca un partner per l'industrializzazione. Franciolini è interessato anche alla possibilità di una Zes al servizio del porto di Genova. «Per la Zes puntiamo molto - spiega - sulla Valpolcevera. Qui potrebbe essere insediata la start-up della bioplastica. Perché è vicina al mercato generale e perché è una zona depressa. Quindi un motivo logistico e uno di ripresa economica di questa zona». 
La Zes potrebbe creare anche altre sinergie con il mercato: «Si potrebbe pensare a aziende di trasformazione dell'ortofrutta, ad esempio per produrre succhi di frutta. Ne abbiamo parlato a Berlino con gli assessori del Comune di Genova allo Sviluppo economico e al Commercio. Anche a Ascom piace l'idea della Zes in Valpolcevera». Sgm sta anche lavorando a altri progetti, come quello di colelgamenti per la distribuzione in città con mezzi elettrici. «L'idea è attrezzare il mercato con colonnine di alimentazione dei mezzi. Il progetto potrebbe rgiardare anche il porto. Noi siamo apertissimi a svolgere una funzione di retroporto, ma su questo dobbiamo trovare un punto d'incontro con gli operatori. D'altra parte, il mercato era nato in funzione dell'allora terminal Frutta, che oggi non c'è più. C'è anche il binario, ma mancano il servizio e la merce». 
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