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Il maltempo condiziona i Mercati all’ingrosso: cali fino al 50 per cento

 Firenze, Genova, Bologna, Pescara, Verona, Padova, Napoli, Parma: queste sono le strutture all’ingrosso che abbiamo interpellato per tracciare una panoramica su come il maltempo abbia condizionato i rifornimenti e le vendite di ortofrutta. In generale, il rallentamento è stato forte in quasi tutti i mercati, a esclusione di quelli non toccati dal maltempo.
Ecco alcune testimonianze raccolte da FrshPalza e riprese dal sito di Fedagromercati.
 
Piero Galasso, referente Fedagro al Mercato di Pescara, afferma che la situazione è disastrosa: “Siamo una realtà colpita duro dal maltempo. Gran parte delle forniture, negli ultimi tre giorni, non sono arrivate. La produzione locale è quasi sparita a causa della neve che non ha permesso la raccolta… ed è un peccato, perché c’erano segnali di ripresa delle vendite. La nostra struttura è centrale rispetto ai mercati di Rimini e Bari e da noi si riforniscono coloro che ci trovano più comodi rispetto alle due citate realtà”.
Problemi seri anche a Parma, come spiega Stefano Manghi di Fedagro. “Con -10 °C pochi ambulanti hanno venduto e quindi si sono riforniti. Inutile aprire il camion vendita quando la temperatura danneggia qualsiasi referenza. Non comprendo poi le modalità scelte per il blocco autostradale, riversando il traffico pesante sulle inadeguate strade cittadine. Infine anche la nostra struttura mercatale ha dei forti limiti: pur essendo stata costruita 14 anni fa, non è coibentata, per cui anche in galleria la temperatura scende al di sotto dello zero. Se vogliamo che i Centri agroalimentari siano competitivi è indispensabile renderli più stabili agli sbalzi di temperatura, in inverno come in estate”.
A Bologna il mercato ha continuato a funzionare, ma con dei cali. Meno merce e soprattutto meno clienti, come sottolineano Roberto Bortolotti di Agribologna e Massimo Venturoli di Cenerini. “Ci sono già incrementi di prezzi su alcuni articoli, come i cavoli. Questa referenza, come le brassiche in generale, ha avuto un incremento di 50 centesimi. Per via del ghiaccio, molti mezzi non sono arrivati, oppure sono giunti al Caab con molte ore di ritardo”.
Venturoli conferma che gli ambulanti sono quasi fermi e anche le vendite sono in calo: “Stimo una diminuzione, in questi giorni e per quello che mi riguarda, fra il 30 e il 50 per cento. Domani, (2 marzo 2018, ndr) sarà anche peggio”.
Anche la Liguria è stata toccata dal maltempo e Giovanni Vernazza, referente Fedagro per il Mercato di Genova, conferma che l’1 marzo è stata la giornata peggiore, con pochissimi scambi. “Il blocco delle autostrade ci ha penalizzati parecchio. Oggi 1 marzo, gli scambi sono stati praticamente inesistenti”.
Anche a Napoli si sono registrati problemi, come riferisce il responsabile Pietro Centanni: “Lavoriamo molto con la Puglia e là il maltempo ha picchiato duro. La neve caduta nella nostra città è un evento raro e gli equilibri sono saltati: meno mercati rionali, meno vendite, meno scambi al Mercato. Credo che ci sia stato un calo delle compravendite almeno del 20 per cento rispetto al periodo”.
Stefano Ciolli, responsabile qualità del Mercato di Firenze, afferma che “non abbiamo avuto particolari problemi nell’approvvigionamento. Però è stata registrata una diminuzione nel numero di compratori. Era da mettere in preventivo, in conseguenza del maltempo”.
Meno problemi in Veneto, come confermano i direttori Francesco Cera (Padova) e Paolo Merci (Verona). La logistica non ne ha risentito in maniera determinante. Forse ci si potrà aspettare qualche rincaro la prossima settimana.
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